
Buco del diavolo
Buco del diavolo
Sulla costa atlantica del sud marocchino, vicino ad Akhfenir, il Buco del diavolo è un abisso marino formatosi dal crollo di una grotta calcarea. Accesso libero.
Sulla costa atlantica del sud marocchino, a circa 100 km a nord di Tarfaya e nelle immediate vicinanze del villaggio di Akhfenir, il Buco del diavolo forma una cavità spalancata aperta verso l'oceano. Noto anche come Abisso d'Akhfenir, questo sito geologico di circa 30 metri di diametro caratterizza il litorale calcareo della regione di Tarfaya, sulla strada N1 che collega Guelmim a Laâyoune.
Perché visitare il Buco del diavolo
Il Buco del diavolo affascina sia gli appassionati di geologia che i viaggiatori diretti verso il Sahara atlantico e i fotografi. Il sito illustra spettacolarmente l'erosione marina su una costa calcarea: una grotta scavata dal mare il cui soffitto si è parzialmente crollato, lasciando subsistere un arco naturale. Quando il moto ondoso si insinua sotto l'arco e il vento del largo spazza la cavità, l'abisso produce un suono grave e potente che si propaga lontano sul plateau.
La sosta è breve ma indimenticabile: interrompe la monotonia della lunga strada costiera tra Tan-Tan e Tarfaya, e offre una tappa naturale gratuita, accessibile a tutti i profili di viaggiatori.
Cosa vedere sul posto
Una formazione geologica tipica del litorale atlantico meridionale
L'abisso è il risultato dell'azione delle onde che hanno scavato il litorale composto da roccia calcarea durante migliaia di anni. La grotta così formatasi si è crollata, creando questo abisso aperto verso il cielo. Una parte del soffitto è rimasta intatta, formando un arco attraverso il quale il mare penetra ancora oggi ad ogni onda.
Il diametro si aggira intorno ai 30 metri, e la profondità consente di osservare direttamente il movimento dell'acqua sottostante. A seconda dell'angolo di osservazione, si percepisce chiaramente la stratificazione della roccia calcarea e le tracce di erosione.
L'arco e il respiro dell'abisso
L'arco residuale è l'elemento più fotogenico. Quando il vento vi si insinua, l'abisso produce un suono assordante che ha probabilmente contribuito al suo nome popolare. Con mare mosso, le onde risalgono nella cavità e proiettano spruzzi oltre il bordo.
Il panorama costiero
Dai dintorni del Buco del diavolo, la vista si estende sulla falesia calcarea, i plateau desertici in profondità e l'orizzonte atlantico. Il contrasto tra la pietra chiara, l'oceano e il cielo conferisce al sito una luce particolare, soprattutto nel tardo pomeriggio.
Come arrivarci
Il Buco del diavolo si trova sulla strada N1, l'asse principale che costeggia la costa atlantica del Maroc in direzione del Sahara. Da Akhfenir, dista solo pochi chilometri; da Tarfaya, contate circa 100 km verso nord. Il sito si trova sul lato ovest della strada, quindi a destra quando si viaggia da Tarfaya verso Tan-Tan.
- In auto: percorso più pratico. La N1 è asfaltata e in buone condizioni generali. Localizzate le coordinate GPS per non perdere l'uscita.
- In autobus a lunga distanza: le linee CTM e Supratours servono Akhfenir, ma dovrete completare il tragitto in taxi locale o in autostop per raggiungere l'abisso.
- Coordinate GPS: 28°6'25"N 12°2'16"W.
Informazioni pratiche
- Accesso: libero e gratuito, senza biglietteria né orari di apertura.
- Durata della visita: 20-45 minuti sono generalmente sufficienti, a seconda che fotografiate o meno il sito.
- Sicurezza: nessuna barriera circonda l'abisso. Mantenetevi a distanza dal bordo, soprattutto in caso di vento forte, e sorvegliate i bambini. Il calcare può essere scivoloso dopo gli spruzzi.
- Servizi: nessun equipaggiamento sul posto (niente acqua, niente toilette, niente ristorazione). Il villaggio di Akhfenir, vicino, offre stazioni di servizio, caffè e piccoli ristoranti.
- Telefonia: la rete mobile passa correttamente lungo la N1.
Quando visitare
Il sito è accessibile tutto l'anno. Il sud atlantico marocchino gode di un clima temperato dall'oceano, con temperature meno estreme rispetto all'interno delle terre. Il periodo da ottobre ad aprile offre condizioni piacevoli, senza il caldo dell'estate.
Per sfruttare appieno il fenomeno acustico e visivo, privilegiate:
- Una giornata di vento sostenuto, frequente su questa costa esposta agli alisei;
- L'alta marea, che amplifica il movimento dell'acqua nella cavità;
- La luce del tardo pomeriggio per la fotografia.
Cosa vedere nei dintorni
Il Buco del diavolo si inserisce in un itinerario coerente attraverso il sud marocchino:
- La laguna di Naïla, situata più a nord vicino a Tan-Tan, importante zona umida per l'osservazione degli uccelli.
- Il Forte Bou Jerif, antico posto militare nel cuore di paesaggi desertici.
- La città costiera di Tarfaya, tappa storica dell'Aeropostale e di Saint-Exupéry.
- Le lunghe spiagge selvagge della costa atlantica tra Akhfenir e Tan-Tan.
Preparate il vostro viaggio nel sud marocchino
Il Buco del diavolo è una di quelle tappe brevi ma memorabili che costellano la strada del sud atlantico marocchino. Per integrare questo sito in un itinerario più ampio, consultate i nostri suggerimenti di viaggio in Maroc e costruite un percorso su misura tra costa, deserto e oasi.
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